Riflessioni

Il Fuoco dell'estate

Nella Medicina Cinese l'estate è la stagione del cuore: cosa significa sentirsi accesi, e perché il caldo tocca anche ciò che proviamo.

Cristian Bresadola · · 6 min di lettura

C’è un momento, di solito tra giugno e luglio, in cui ci accorgiamo che qualcosa è cambiato. Le giornate si allungano fino a sembrare senza fine, la luce resta alta anche dopo cena, e il corpo si muove dentro un’energia diversa: più viva, e a volte più irrequieta. Dormiamo meno, e quasi non ce ne accorgiamo. Ci sentiamo accesi, e insieme, certe sere, stranamente svuotati.

La Medicina Cinese ha un nome per questa stagione, e non è semplicemente “estate”. La chiama il tempo del Fuoco.

Nella visione orientale l’anno non è diviso soltanto in quattro stagioni, ma in cinque movimenti che si trasformano l’uno nell’altro come fasi di un unico respiro: il Legno della primavera, il Fuoco dell’estate, la Terra del tempo di mezzo, il Metallo dell’autunno, l’Acqua dell’inverno. Ogni movimento porta con sé un organo, un colore, un’emozione, perfino una direzione. Il Fuoco è il culmine: il calore che sale, la massima espansione, la luce che riempie ogni cosa.

A questo movimento la tradizione associa il Cuore. Non solo l’organo che batte, ma qualcosa di più ampio. Nella Medicina Cinese il Cuore è la dimora dello Shen, ciò che potremmo tradurre, con qualche prudenza, come la mente e lo spirito. È la sede della gioia, della relazione, della parola, della capacità di stare in contatto con gli altri e di lasciarsi toccare. Quando il Fuoco è in equilibrio c’è chiarezza, calore umano, presenza. Una persona che “sta bene di Cuore”, in questa lettura, sa accendersi di entusiasmo senza perdere la misura.

Ma il Fuoco, per sua natura, tende a salire. E quando sale troppo, l’estate ce lo mostra. È la notte in cui non si trova sonno, con la mente che continua a girare anche se il corpo è stanco. È l’irritabilità che arriva senza un vero motivo, la sensazione di essere sempre un po’ sopra giri. È quella gioia febbrile che brucia in fretta e lascia spossati. La tradizione direbbe che il calore della stagione, sommandosi al nostro, mette alla prova proprio il Cuore: lo accende, e a volte lo agita.

Qui sta la parte che trovo più interessante. La Medicina Cinese non legge la stagione come un nemico da combattere, ma come un maestro da ascoltare. L’estate ci invita a espanderci, a stare fuori, a coltivare le relazioni e la gioia. È il momento di dare, di mostrarsi, di fiorire. Ma ci chiede anche di non confondere l’essere accesi con l’essere bruciati. Il sole, a mezzogiorno, è la cosa più potente che ci sia; eppure perfino la natura, a quell’ora, si ferma. Le cicale cantano, le foglie restano immobili, gli animali cercano l’ombra.

Da questa saggezza nascono accorgimenti semplici, che l’Oriente custodisce da secoli: rallentare nelle ore centrali invece di forzarle, concedersi una pausa vera quando il calore è al massimo, scegliere cibi più freschi e leggeri, lasciare spazio al riposo del Cuore, che non è solo dormire ma anche permettersi momenti di silenzio, di affetti, di bellezza senza scopo. Non sono prescrizioni: sono inviti a entrare nel ritmo della stagione, anziché remare controcorrente.

C’è qualcosa di prezioso in questo modo di guardare. Non sostituisce nulla di ciò che la medicina occidentale ci insegna: vi si affianca, e offre un’altra lente. Una lente che mette in relazione il caldo di fuori e il caldo di dentro, la stagione e l’umore, il corpo e ciò che proviamo. È un linguaggio antico che continua a parlarci, se impariamo ad ascoltarlo.

L’estate, allora, non è soltanto la stagione delle vacanze. È un tempo che ha una sua intelligenza, e che possiamo attraversare con più consapevolezza. Quando arriva la sera e senti il Cuore un po’ troppo acceso, prova a chiederti se non sia semplicemente la stagione a parlare. E se questo sguardo ti incuriosisce, sappi che dietro a poche righe c’è un sapere vasto, fatto di mappe, di stagioni, di corrispondenze: un sapere che si può studiare, e soprattutto imparare a sentire.


Cristian Bresadola

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Le parole di chi ha attraversato un percorso con noi. Voci autentiche, raccolte negli anni.

Esperienza unica!!! Parto da qui. Sono veramente entusiasta. Grazie anche alle mie compagne di corso che sono state strepitose! Grazie a Manu, Christian e Giorgia.

Ho frequentato il corso Breuss di Punto Riflesso a Fiumicino condotto da Cristian Bresadola, grande professionalità, perfetta organizzazione con la collaborazione di Laura e Marco che gestiscono il centro di Erba Sacra a Fiumicino. Assolutamente un corso e un centro da frequentare! Ringrazio tutti per la professionalità.

Ieri ho concluso il corso di massaggio Breuss con Cristian, lui è una persona meravigliosa e molto professionale. Oltre ad avere trovato giovamento su di me, ho nutrito il mio spirito e la mia anima. Grazie per questa bellissima esperienza e per aver messo nelle mie mani uno strumento così importante, con il quale potermi prendere cura delle persone. Grazie grazie grazie.